Reggina, chi si aspettava una reazione è rimasto deluso: la panchina non traballa, Maurizi ha rinnovato la settimana scorsa

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Dalla vittoria esilarante per 2-1 contro il Catania, allo sprofondo più totale nelle gare successive. Sono sei le gare disputate con un solo punto conquistato dalla Reggina dopo la gara contro i rossoblù.

Non sembra essere nemmeno la brutta copia di quella di inizio stagione, la Reggina che da cinque gare a questa parte, rappresenta calcisticamente la città di Reggio Calabria nel campionato di Serie C.

Chi si aspettava una reazione, ancora una volta, è rimasto deluso. Come in ogni squadra di calcio che si rispetti, in circostanze come queste, la panchina di un qualsiasi mister sarebbe dovuta essere più traballante che mai: Maurizi, però, è fresco di rinnovo da due settimane.

A peggiorare il quadro poi, una difesa che commette errori da Terza Categoria, con tutto il rispetto per chi milita in quel campionato. Cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia, recita una formula matematica. A buon intenditore poche parole.

Maurizi sorprende ancora; in primis ideando l’ennesima difesa amaranto: Gatti al posto di Di Filippo; in secundis sostituendo nei minuti finali un De Francesco non eccellente, ma più che sufficiente, con Sparacello, incapace fin’ora di meritare un posto nel reparto offensivo amaranto. Mezavilla resta in campo.

Fino al termine del primo tempo tutto perfetto, un goal fatto e rientro negli spogliatoi con tre punti in saccoccia. Inizia la ripresa ed iniziano i problemi: in occasione del primo goal subito, stupido permettetemi, come il secondo per giunta, Viola è stato abile ad insaccare sotto l’incrocio, un pallone che saltellava indisturbato nel cuore dell’area di rigore, tra l’ammirazione dei presenti vestiti quest’oggi in maglia bianca. In occasione del secondo goal, siamo stati noi addetti ai lavori, ad ammirare Adriano Mezavilla, abile a lasciar ampio spazio a Bachini nell’atto di saltare in mezzo all’area di rigore, per poi colpire un pallone che soave ha varcato la linea di porta.

E’ impossibile che nell’arco di due mesi i calciatori amaranto si siano dimenticati cosa voglia dire giocare a calcio. E’ impossibile lasciare indisturbato un calciatore al limite dell’area dopo la battuta di un calcio d’angolo. E’ impossibile lasciar svettare indisturbato un calciatore nell’area di rigore. E’ impossibile che i calciatori, in mezzo al campo, non facciano nemmeno il minimo indispensabile per ritenersi tali, e forse anche meno…qualcosa non va.

 

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