Ex Reggina, Giacchetta (ds Albinoleffe): “Un onore far parte della Reggina. Su Solerio…”

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Le parole dell’ex capitano e dirigente amaranto Simone Giacchetta

Dal 1991 al 2000 e dal 2003 al 2004. Simone Giacchetta ha vestito la maglia della Reggina in questi anni collezionando 276 presenze e 15 oltre ad essere entrato nel cuore dei reggini. Capitano dal 1998 al 2000, Giacchetta ha stretto un legame indissolubile con la tifoseria amaranto e con la città di Reggio, che lo reputa ancora oggi come una leggenda amaranto. Dopo l’addio nella stagione 2004, in cui approdò al Torino, Giacchetta tornò in riva allo Stretto in qualità prima di dirigente responsabile del settore giovanile e poi come responsabile dell’area tecnica. Oggi, all’interno della trasmissione Talk Sport in onda su Radio Antenna Febea, il cittadino anconetano ma reggino d’adozione, oggi direttore sportivo dell’Albinoleffe, ha parlato di diversi argomenti sotto riportati.

 

 

 

 

 

 

 

Simone Giacchetta

Il mestiere del calciatore è molto bello. La passione intrinseca che uno ha per il gioco del calcio diventa un lavoro e questo già è un gran successo. Il mestiere del calciatore è sicuramente privilegiato ma anche pieno di pensieri e responsabilità.

Su Matthias Solerio – Avevamo bisogno di un difensore mancino ed ho pensato a lui. L’ho visto giocare tante volte alla Giana Erminio l’anno scorso e mi ha convinto. Ho parlato con il suo procuratore che mi ha detto che il ragazzo voleva avvicinarsi a casa e che è stata  una volontà. Per una serie di ritardi (a livello di documentazioni ndr) e disguidi non abbiamo potuto farlo esordire subito. Sabato, però, ha giocato ed è stato uno dei migliori, noi giochiamo con la difesa a tre e lui ve ne fa parte.

Sull’Albinoleffe – Non stiamo attraversando un bel momento dal punto di vista dei risultati. Abbiamo perso contro Padova e Sambenedettese non meritando la sconfitta. Da noi la classifica è un po anomala rispetto agli altri gironi. Il Padova è in testa meritatamente e riesce a fare sempre risultato anche giocando non bene. Vince sempre o pareggia gli scontri diretti. Il livello medio delle squadre si questo girone è più alto rispetto agli altri. L’ultima in classifica, il Fano, non è come l’Akragas. Il Fano è una squadra molto forte che nel mercato di Gennaio non ha ceduto i calciatori ma li ha comprati. Il girone B è anche più ricco a livello economico. Il girone C fa più ricorso alle valorizzazioni ed ai minutaggi.

In piazze più piccole e con meno ambizioni si lavora diversamente. Si può fare un paragone tra Albinoleffe e Reggina. Ad Albinoleffe non abbiamo problemi di rapporti con la tifoseria e con la stampa. Non avere queste cose, oggi come oggi, rappresenta un vantaggio, ma è anche un limite.

Sono orgoglioso di essere stato un dirigente della Reggina, anche nei momenti di difficoltà. Ringrazio il presidnete Foti che mi aveva dato questa opportunità insegnandomi quelle che sono le dinamiche e le responsabilità di questo mestiere. Vedere nostri ex calciatori giocare in Serie B e in Serie A è una soddisfazione. Per me è stato un onore e un privilegio far parte della Reggina perché nel 1991 sono arrivato a Reggio malvolentieri, allora mi dissero “O smetti o vai alla Reggina”. Feci di tutto per non venire ma poi iniziò per me un nuovo mondo inaspettato.

Sul girone C – Togliendo le tre squadre di vertice (Lecce, Catania e Trapani) possono essere anche superiori al Padova. Squadre come Cosenza, Siracusa ecc…, a mio avviso, sono più scarse di Reggiana, Bassano, Feralpisalò…

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