“Divieto di intitolazione strade a personalità con idee antisemite e razziali o affiliate alla criminalità organizzata”.

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“Non potranno essere intitolate vie, piazze, strade, larghi, parchi, ad associazioni, partiti, esponenti della politica e persone che abbiano professato, aderito e/o supportato idee riconducibili all’ideologia, ai linguaggi e rituali fascisti, alla sua simbologia e alla discriminazione razziale, etnica, religiosa, sessuale, o nei cui confronti siano emersi legami con la criminalità organizzata”.

È quanto recita l’emendamento aggiuntivo, passato in Commissione Statuto e Regolamenti nei giorni scorsi, all’articolo 14 del Regolamento comunale per la toponomastica e la numerazione civica, già varato dall’assise comunale a fine 2017.

L’emendamento si inserisce e viene a completare il disegno normativo ratificato dalla Commissione su indirizzo del suo Presidente Demetrio Martino.

Come è noto, già nel Regolamento “concessioni e locazioni di beni del patrimonio comunale”, approvato nell’ultima seduta consiliare, il consiglio comunale si era pronunciato favorevolmente comminando il divieto di medesima natura, che nega la “concessione di beni comuni a organizzazioni o associazioni che richiamano l’ideologia, il linguaggio o la simbologia fascista e che propagandano la discriminazione razziale, etnica, religiosa, sessuale, di lingua o di opinioni politiche”.

Il Presidente Martino esplica l’indirizzo seguito:

“Questo ulteriore passaggio normativo si muove nel novero da cui nascono, tra l’altro, anche i recenti regolamenti istitutivi della Consulta per il dialogo e le confessioni religiose e della Consulta per la laicità: la valorizzazione della cittadinanza attiva e di conoscenza reciproca, per la crescita di una comunità coesa e civile”.

“L’inserimento di questo emendamento aggiuntivo al regolamento toponomastica – sostiene il Presidente proponente, Demetrio Martino – rappresenta un ulteriore frammento all’interno di un orientamento complessivo che la Commissione Statuto e Regolamenti intende imprimere all’intera azione amministrativa comunale”.

“La mozione con cui è stato innestato l’emendamento aggiuntivo – afferma Martino – ha sollevato in Commissione un animato scambio di opinioni, anche all’interno della stessa coalizione di maggioranza, un dibattito che riflette i contrasti e la stessa dialettica presente a livello nazionale”.

“La rotta seguita dalla Commissione tuttavia – sottolinea Martino – punta alla conquista di un clima pacifico e partecipativo che, spogliatosi di dogmi e intolleranze, faccia emergere valori riconosciuti in maniera unanime, che devono ispirare il cittadino, nel momento in cui l’amministrazione civica pone la storia di un personaggio quale emblema di memoria ed emulazione”.

“Con questo spirito – conclude Martino – il testo dell’emendamento aggiuntivo sarà presentato e sottoposto all’esame plenario del civico consesso”.

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