Centro Sportivo Sant’Agata, costoso ma importante. Reggina, che fare ? I grattacapi sono appena iniziati…

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Sarà un’estate abbastanza calda in casa Reggina…

Incerto. E’ il futuro del Centro Sportivo Sant’Agata dopo il bando pubblicato nella giornata di mercoledì dalla Città Metropolitana in concordanza con la curatela fallimentare della Reggina Calcio Spa. Un bando preannunciato già da tempo ed arrivato nel momento in cui la Reggina, dopo aver raggiunto il risultato sportivo della salvezza, si appresta a programmare il proprio futuro. Aggiudicarsi il bando comporterebbe un esborso economico cospicuo, e siamo sicuri che l’attuale società sia in grado (economicamente) di reggere un costo del genere ? E, precisamente, di quanti soldi stiamo parlando ? Analizziamo la situazione…

COSTI E PERIODI – Per aggiudicarsi la concessione demaniale del Centro Sportivo Sant’Agata, l’Urbs Reggina 1914 dovrà sborsare bei soldi, molti soldi. Si tratta di cifre esose che difficilmente sono alla portata di questa società. Il prezzo a base d’asta, precedentemente fissato a 500.000 euro, adesso ammonta a 364.250,48 euro più l’IVA del 22% (circa 80 mila euro), destinati interamente alla curatela fallimentare eccetto il canone per la concessione demaniale del centro sportivo fino al 31 Dicembre 2018 destinato alla Città Metropolitana ma comunque incluso nella somma prima citata. Terminato l’anno corrente, la Reggina dovrebbe versare circa 24.000 euro annui nelle casse della Città Metropolitana per gli anni 2019 e 2020 (quindi per un totale di circa 48.000 euro) sempre per via dei canoni per la concessione demaniale della struttura. Terminato anche il 2020, il canone annuo che la Reggina dovrebbe pagare alla Città Metropolitana ammonterebbe a ben 105.000 euro l’anno per 6 anni, dal 2021 al 2026. Scaduti i sei anni, come si evince dal bando, vi sarebbe la possibilità di rinnovare la concessione per ulteriori sei anni. A conti fatti, qualora la Reggina dovesse partecipare e vincere il bando, la società amaranto spenderebbe 1.122.000,00 solo per aggiudicarsi il Centro Sportivo dal 1 Luglio 2018 (visto che fino al 30 Giugno 2018 vi è in affitto la Reggina) fino al 30 Giugno 2026. A questo milione (e passa) di euro, inoltre, sono da aggiungere i non indifferenti costi di manutenzione (ordinaria e straordinaria) che anch’essi si aggirano intorno al milione di euro. Dunque, 2 milioni di euro totali. Una riduzione del prezzo base dell’asta, invece, sarebbe possibile solo qualora l’asta stessa venisse disertata. Questo, però, comporterebbe un rinvio dell’asta in tempi che si dilungherebbero troppo rispetto alle esigenze della squadra amaranto. E, nel frattempo, dove si allenerebbe la Reggina ?

L’IMPORTANZA DEL SANT’AGATA – Tutti noi conosciamo l’importanza dell’avere un centro sportivo. Indipendentemente dai costi (anche se eccessivi) si dovrebbe fare di tutto per cercare, in un modo o nell’altro, di vincere il bando per assicurarsi il Sant’Agata per i prossimi 8 anni e mezzo. E’ vero che si tratta di una struttura di quasi 30 anni che ha bisogno di lavori al suo interno, ma è anche vero che privarsene penalizzerebbe la Reggina sotto diversi aspetti. Senza di esso, la prima squadra dovrebbe andare ad allenarsi (pagando tutti i giorni l’affitto ovviamente) in altri campi privati della città ma che comunque non riserverebbero il massimo della privacy in quanto si trovano su strada e quindi visibili da chiunque. Si dovrebbe pagare anche per far allenare la Berretti mentre verrebbe impossibile continuare il percorso delle scuole calcio e di conseguenza del settore giovanile. Tra l’altro, il Sant’Agata resta comunque una struttura molto attrezzata. Ricordiamo che oltre ai sei campi vi sono anche spogliatoi, palestre, infermeria, magazzini, uffici, sala stampa, mensa e foresteria. Avere un centro sportivo del genere rappresenta sicuramente un’importante risorsa (capace anche di far fruttare) per chi ne usufruisce nonchè una struttura che dalla sua esistenza ha sempre caratterizzato la Reggina. Una struttura che ha prodotto i vari Perrotta, Missiroli, Cozza, Cirillo, Belardi e tanti, tantissimi altri ottimi calciatori.

CIFRE A CONFRONTO (PRIMA E DOPO) E SUDDIVISIONE DEI SOLDI – C’è anche da dire che le cifre si sono abbassate per via dell’assenza della matricola. Dalla base d’asta di 500.000 euro iniziali si è passato ai 364.250,48 euro (più l’IVA del 22%) e dal canone di 120.000 euro annui si è passato ad uno di 105.000 euro. D’altronde, a conti fatti, dal 2021 fino al 2026, il costo del canone da versare alla Città Metropolitana sarebbe di 105.000 euro, ovvero di poco più di 8.000 euro al mese (costo che potrebbe essere “colmato” dall’incasso di una partita).

SCADENZE – Come ogni bando (e non solo) ci sono delle scadenze da rispettare. Le offerte per il Centro Sportivo Sant’Agata, infatti, dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12:00 del 6 Giugno 2018, con le buste che saranno aperte il giorno dopo, 7 Giugno, alle ore 9:00 presso la sede della Stazione Unica Appaltante. Il termine ultimo per porre quesiti, invece, è fissato entro e non oltre le ore 12:00 del 25 Maggio 2018. 

POSSIBILITÀ ECONOMICHE – Conosciamo anche le limitate possibilità economiche di questa società. Sappiamo che vi è qualche difficoltà, come più volte annunciato dalla dirigenza amaranto, ma sappiamo anche che, oltre alle spese, la società amaranto ha incassato circa 750 mila euro tra la cessione di Bianchimano e le valorizzazioni. Da tenere in considerazione è anche il rinnovo del contratto di Marino (che avverrà a breve) che sarebbe un’altra plusvalenza non indifferente al momento della vendita e altri possibili introiti provenienti da vendite di giocatori del settore giovanile (il collega Lorenzo Vitto, della Gazzetta dello Sport, ha parlato di circa 150.000 euro che dovrebbero arrivare dalla Sampdoria in cambio di due giovani amaranto). I capitali ottenuti in questa stagione potrebbero servire anche ad ammortizzare il costo del Centro Sportivo…

Due milioni di euro sono un capitale non indifferente per un club di Serie C, in particolare per la Reggina. Quello per il Sant’Agata sarebbe comunque un investimento economicamente importante oltre che necessario, ma ricordiamoci che bisogna anche allestire una squadra per la prossima stagione e programmare un futuro che, però, passa anche dal Sant’Agata. Il campionato è appena finito, ma per la Reggina i grattacapi sono appena iniziati…