28 Dicembre 1908: il terremoto che distrusse Reggio e Messina

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109 anni fa il tragico terremoto che distrusse Reggio Calabria e Messina

Erano le 5.20 della notte quando un boato violento scosse la città di Reggio Calabria e gran parte di Messina. Un terremoto di 7.1 Mw catapultò le persone in strada, distruggendo la città in solo 37 secondi. Metà della popolazione della città siciliana e un terzo di quella reggina persero la vita.

L’epicentro fu registrato proprio a Reggio Calabria (tra Archi e Ortì), ma la scossa si percepì forte anche a Melito.  Il sisma colpì la città nel sonno, interrompendo tutte le vie di comunicazione (strade, ferrovie) danneggiando anche i cavi elettrici e le tubazioni del gas, sospendendo l’illuminazione stradale fino a Palmi. Ma i danni più seri li causò lo tsunami che arrivò in seguito, distruggendo gran parte delle abitazioni e creando vittime.

Si tratta della più grave catastrofe naturale in Europa per numero di vittime, a memoria d’uomo, e del disastro naturale di maggiori dimensioni che abbia colpito il territorio italiano in tempi storici.

Ai danni provocati dalle scosse sismiche e a quello degli incendi si aggiunsero quelli del maremoto, di impressionante violenza, che si riversò sulle zone costiere di tutto lo Stretto di Messina con ondate devastanti stimate, a seconda delle località della costa orientale della Sicilia, da 6 m a 12 m di altezza (13 metri a Pellaro). Il maremoto provocò molte vittime, fra i sopravvissuti che si erano ammassati sulla riva del mare, alla ricerca di un’ingannevole protezione

A Reggio andarono distrutti diversi edifici pubblici. Caserme e ospedali subirono gravi danni:  all’Ospedale Civile su 230 malati ricoverati se ne salvarono solo 29.

A Palmi la scossa fu altrettanto rovinosa, causando circa 700 morti e un migliaio di feriti. Il centro abitato era composto da 2221 case (molte delle quali con pessimi sistemi di costruzione) delle quali 445 crollarono, 1189 restarono gravemente danneggiate e in 387 si ebbero danni lievi. Andarono distrutte inoltre la Chiesa di San Rocco il Duomo e diversi edifici.

Le località più duramente colpite furono Pellaro, Lazzaro e Gallico. (fonte-foto wikipedia)

 

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